Le risorse genetiche utilizzate in agricoltura costituiscono un bene pubblico?
Innovations Agronomiques 29 (2013), 113-123
Descrizione dettagliata
L’utilizzo agricolo di una parte della biodiversità (agrobiodiversità) si basa su una frazione limitata di specie vegetali e sul concetto di risorse genetiche (RG). Il loro status (bene pubblico nazionale o globale rispetto a bene privato o comune) dipende dalle categorie di RG considerate, dalla loro conservazione (ex situ o in situ) e dai soggetti che ne curano la gestione. Oggi, l’accesso alle RG vegetali è disciplinato da due accordi internazionali: la Convenzione sulla diversità biologica (Rio, 1992) e il Trattato internazionale (FAO, 2001). La CBD pone la biodiversità sotto la sovranità degli Stati, ai quali spetta l’autorità sul diritto applicabile alle RG del proprio paese detenute da diversi soggetti, nonché su un regime di accesso contrattuale alla risorsa e di condivisione dei benefici (APA). Il Trattato internazionale, invece, garantisce un accesso agevolato e senza esclusioni alle risorse genetiche dei paesi firmatari, attraverso un contratto multilaterale comune di trasferimento di materiale. Tale Trattato riguarda solo una parte limitata dell’agrobiodiversità di dominio pubblico degli Stati e dei centri internazionali, quali i Centri Internazionali di Ricerca Agronomica (CIRA), e contribuisce al riconoscimento di tali risorse genetiche come beni pubblici globali. Infine, sono attualmente in corso discussioni sull’insieme delle risorse genetiche agrarie (RGA) nei tre regni (animale, vegetale e microbico), sotto l’egida della Commissione sulle RGA della FAO.
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Informazioni sul contributo
- Progetto
- Posizione
- France
- Autori del contributo
- Louafi S., Charrier A.
- Scopo
- Ensure compliance with regulations, policies, and guidelines
- Tipo di file
- documento
- Pubblicato su
- 02 gen 2013
- Lingua d'origine
- French
- Sito web ufficiale del progetto
- Innovations agronomiques
- Licenza
- CC BY